martedì 29 luglio 2014

Le madri si raccontano: il sentiero di Speranza


Il coraggio di abnegazione sembra scolpito sulla sue corde vocali, quando racconta di sè con parole lente dall'aura costernata. 
Per ragioni di privacy, la chiameremo Speranza, come il dono che ha sempre custodito con cura, permettendole di sorridere anche nei momenti più bui. 
La delicatezza del volto e l'aspetto esile ben nascondono l'età che acconsente all'essere madre di due figli ormai adolescenti. 
Vive senza il padre dei suoi figli da oltre un anno, da quando lui all'improvviso ha deciso di andarsene. 

«Per 15 anni mi sono presa cura del padre disabile del mio ex compagno, ho accettato di sottomettermi alle usanze della sua famiglia pur di essere accettata - racconta con timidezza - ma purtroppo quando suo padre è deceduto, lui si è allontanato da me e dai nostri figli per andare a vivere con sua madre». 
Speranza d'un tratto si è ritrovata sola, con due figli e senza un lavoro. 
«In passato mi ero rivolta al Centro comunitario Agape per aiutare una ragazza di 15 anni in gravidanza e sola. Abitavo in un quartiere periferico della città dove molte persone vivano nel disagio ed io cercavo di aiutarle come potevo - spiega ancora - qualche tempo dopo sono tornata all'Agape spiegando che quella volta ero io ad avere bisogno di aiuto, soprattutto psicologico». 
Dopo qualche mese Speranza ha trovato un lavoro di assistente ad una persona anziana. 
«In realtà percepisco giusto un rimborso spese ma comunque mi è servito per uscire dalla condizione in cui mi trovavo». Poi la nascita del comitato madri in difficoltà e della Cooperativa Sole Insieme. 
«La nascita della cooperativa è qualcosa che mi entusiasma molto, è una risorsa da offrire a noi donne per lavorare, per riscattarci, per avere l'opportunità di vivere dignitosamente e in autonomia senza dover sottostare alle decisioni altrui». Ma al tempo da dedicare a se stessa non riesce a pensarci. «L'unica cosa che faccio è andare in Chiesa; pregare e aiutare gli altri sono le uniche cose che mi danno pace». 
Un sogno per sé in realtà riesce ancora a coltivarlo. « Spero quest'anno di riuscire a iscrivermi all'università».

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